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KV64
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mwdgKV64 (mwdwKings' mweaValley mweq64)cite-ref-1[N 1] è la sigla che identifica una delle tombe della mwfgValle dei Re in mwfwEgitto; risale alla mwgaXXII dinastia, ed era la tomba di Nehmes-Bastet, cantatrice presso il mwgqTempio di Amon a Karnak.
Contents
• Storia
• Note
• Fonti
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Storia
Scoperta nel gennaio mwhq2011 nell’ambito del progetto Valle dei Re dell’mwhgUniversità di Basilea, iniziato nel mwhw2009cite-ref-2[N 2], è adiacente alla mwjaKV40 (scoperta nel 1899 da mwjqVictor Loret, ma sottoposta a scavi sistematici solo nell’ambito del medesimo progetto).
A causa degli scontri della mwjwPrimavera araba, iniziati nello stesso periodo della scoperta, gli scavi vennero sospesi e la tomba sigillata con una porta in ferro. Provvisoriamente, in attesa della conferma ufficiale, alla tomba venne assegnata la catalogazione KV40b.
Da non confondersi con “KV64” (normalmente indicata in articoli del settore tra virgolette) relativa ad una presunta individuazione di tomba, risalente al mwlw2000, nell’ambito dell’mwmaAmarna Royal Tombs Project (ARTP), condotto da Nicholas Reeves. Scavi nell’area non consentirono il rinvenimento di alcuna sepoltura, trattandosi solo di un’anomalia del mwmggeoradar utilizzato nelle ricerche.
Architettura e ritrovamenti
Campagna 2012
La tomba KV64 non recava tracce di intrusioni nel corso dei millenni ed è perciò da ritenersi intatta. Consiste di un pozzo verticale, profondo circa 3,5mwng m, largo 1,20mwnw m x 0,95mwoa m. Al fondo del pozzo si apre la camera funeraria (circa 4mwoq m x 2,5mwog m x 2mwow m di altezza). Le pareti sono grezze e non lisciate né intonacate.
L’accesso alla camera funeraria, che era piena di detriti fino a circa un metro di altezza, era precluso da un muro a secco dinanzi al quale era stato posto un vaso di fiori risalente alla mwpqXVIII dinastia il che fece supporre che la tomba fosse stata utilizzata almeno due volte.
All’interno, sopra lo strato di detriti, venne rinvenuto un sarcofago dipinto di nero (lungo 1,92mwpw m e largo, alle spalle, 0,53mwqa m), in legno di mwqqsicomoro, con disegni ed iscrizioni in giallo. Una stele in legno, e le stesse iscrizioni sul sarcofago, facevano riferimento alla cantatrice di mwqgAmon Nehmes-Bastet. Sulla stele, inoltre, la rappresentazione di Nehmes-Bastet in adorazione dinanzi a mwqwRa-Horakhti.
La tipologia del sarcofago, della stele, nonché il metodo di fasciatura della mummia, consentirono di datare la sepoltura alla XXII dinastia. La mummia era adagiata direttamente nel sarcofago senza ulteriori contenitori.
Al di sotto dei detriti su cui poggiava il sarcofago, relativi alla XXII dinastia, vennero rinvenute tracce di almeno una precedente sepoltura risalente alla XVIII che, data anche la frammentarietà dei reperti, era stata oggetto di furti. Vennero repertati frammenti di tre mwrgvasi canopi e dei relativi coperchi in forma di testa umana, nonché pezzi di vasellame e frammenti di vetro e di pelle. Era incerto, all'epoca, se un frammento di legno, recante l’indicazione di una principessa connessa ad mwrwAmenhotep III, fosse pertinente a questa sepoltura o se fosse intrusivo nel periodo in cui la tomba restò aperta come dimostrano i detriti accumulatisi. Nello strato della XVIII dinastia, peraltro, vennero rinvenuti resti umani privi di bende in pessime condizioni, forse del primo titolare della KV64cite-ref-aegyptologie-unibas-ch-3-1[1].
Campagna 2013
Nel mwtg2013 si è proceduto allo studio dei reperti, anche umani, rinvenuti nel 2012, nonché alla rilevazione mappatura della KV64 e al restauro di frammenti di tessuto. Venne accertato che la tomba, così come la vicina mwtwKV31, non vennero mai invase da detriti alluvionali; ciò ha consentito una buona preservazione dei reperti organici (frammenti di sarcofago della XVIII e di mobilio, tessuti, vasi canopi, mwuacartonnage, strisce di pelle, funi, resti di piante e fiori). Si appurò, così, che i tessuti rinvenuti provenivano da almeno dieci differenti laboratori di produzione.
Venne confermata la presenza di due sepolture di cui la prima risalente alla XVIII dinastia e la seconda alla XXII e si appurò che i reperti rinvenuti l’anno precedente relativi ad Amenhotep III erano stati portati all’interno della camera funeraria con i detriti che l’avevano riempita per circa metà della sua altezza.
Vennero eseguiti rilievi fotografici, la rilevazione degli ambienti, nonché la mappatura secondo metodologie già in uso per il mwuwTheban Mapping Project così da poterlo, in futuro, integrare.
La mummia di Nehmes-Bastet era fortemente aderente al fondo del sarcofago a causa delle resine utilizzate; si convenne, perciò, di non rimuoverla per sottoporla a futuri accertamenti diagnostici di ritocite-ref-4[2].
Campagna 2014
Nel 2014, sono proseguite le attività di studio e di conservazione dei reperti organici, nonché la rilevazione tridimensionale della tombacite-ref-5[3].
Campagna 2015
Esame dei resti di piante e fiori in collaborazione con l’Erbario dell’Università del Cairo. Esame della mummia di Nehmes-Bastet ai raggi X, che ha rivelato una morte in età giovanile. Di mezza età e di sesso femminile, invece, i resti del corpo risalente alla XVIII dinastiacite-ref-6[4].
Note
Annotazioni
cite-note-1N 1. ↑ Le tombe vennero classificate nel 1827, dalla numero 1 alla 22, da mwbaJohn Gardner Wilkinson in ordine geografico. Dalla n. 23 la numerazione segue l’ordine di scoperta.
cite-note-2N 2. ↑ Il progetto vede la collaborazione, oltre l’Università di Basilea, dell’mwcaUniversità Americana del Cairo –Dipartimento Egittologia- e dell’mwcqUniversità di Zurigo –Centro di medicina evolutiva: progetto mummie egizie-; prevede lo studio e l’analisi di varie tombe della Valle dei re: mwcgKV26, mwcwKV29, mwdaKV30, mwdqKV31, mwdgKV32, mwdwKV33, mweaKV37, mweqKV40, mwegKV59, mwewKV61 e la recentissima KV64.
Fonti
cite-note-aegyptologie-unibas-ch-31. ↑ mwhamwhqmwhgCopia archiviata, su mwhwaegyptologie.unibas.ch. mwiaURL consultato il 3 febbraio 2017 mwiq(archiviato dall'mwigurl originale il 14 gennaio 2017).
cite-note-42. ↑ mwjgmwjwmwkaCopia archiviata, su mwkqaegyptologie.unibas.ch. mwkgURL consultato il 19 febbraio 2017 mwkw(archiviato dall'mwlaurl originale il 28 dicembre 2016).
cite-note-53. ↑ mwmamwmqmwmgCopia archiviata, su mwmwaegyptologie.unibas.ch. mwnaURL consultato il 19 febbraio 2017 mwnq(archiviato dall'mwngurl originale il 4 febbraio 2017).
cite-note-64. ↑ mwogmwowmwpaCopia archiviata, su mwpqaegyptologie.unibas.ch. mwpgURL consultato il 19 febbraio 2017 mwpw(archiviato dall'mwqaurl originale il 7 febbraio 2017).
Bibliografia
• citerefreeves-wilkinson-2000(EN) Nicholas Reeves e Richard Wilkinson, The complete Valley of the Kings, New York, Thames & Hudson, 2000, ISBN 0-500-05080-5.
• citerefjacq-1998Christian Jacq, La Valle dei Re, traduzione di Elena Dal Pra, O. Saggi, n. 553, Milano, Mondadori, 1998, ISBN 88-04-44270-0.
• mwrgAlessandro Bongioanni, Luxor e la Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0109-0.
• mwsaAlberto Siliotti, La Valle dei Re, Vercelli, White Star, 2004, ISBN 88-540-0121-X.
• mwsgAlberto Siliotti, Guida alla Valle dei Re, ai templi e alle necropoli tebane, Vercelli, White Star, 2010, ISBN 978-88-540-1420-6.
• mwtaErik Hornung, La Valle dei Re, traduzione di Umberto Gandini, ET Saggi, n. 1260, Torino, Einaudi, 2004, ISBN 88-06-17076-7.
• mwtgAlessandro Roccati, L'area tebana, Quaderni di Egittologia, n. 1, Roma, Aracne, 2005, ISBN 88-7999-611-8.
Voci correlate
Con riferimento alle ultime scoperte eseguite nella mwvaValle dei Re dopo il 1922 (data della scoperta della mwvqKV62 di Tutankhamon):
• mwwaKV63
• mwwgKV65
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su KV64
Collegamenti esterni
• mwxw(EN) Theban Mapping Project, su thebanmappingproject.com. URL consultato il 19 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2006).
• mwyq(EN) Progetto Valle dei re dell'Università di Basilea, su aegyptologie.unibas.ch (archiviato dall'url originale il 2 agosto 2017).